Relazione della Soprintendenza regionale

Relazione della Soprintendenza regionale, diretta dall'Architetto Ruggero Martines.

L 'interesse del compendio denominato Villa Zeri a Mentana - Federico Zeri (1921-1998), uno dei maggiori storici dell'arte del Novecento, fu allievo di Pietro Toesca a Roma. Gli esordi, a partire dal 1946, sono nell'Amministrazione pubblica delle Belle Arti, abbandonata però agli inizi degli anni Cinquanta. Visiting professor alla Harvard University di Cambridge (Mass.) e alla Columbia University di New York, autore di volumi fondamentali sulla pittura del Rinascimento (Pittura e controriforma, 1957, Due dipinti: la filologia e un nome, 1961, Diari di lavoro, 1971 e 1976) e di centinaia di saggi apparsi sulle maggiori riviste di storia dell'arte italiane e straniere, ha curato cataloghi esemplari di musei e collezioni: Gallerie Spada e Pallavicini a Roma, Metropolitan Museum di New York, Walters Art Gallery di Baltimora. Accademico di Francia, è stato insignito della laurea honoris causa dall’Università di Bologna e della Légion d'honneur.

Zeri è stato punto di riferimento per generazioni di studiosi, in virtù anche della leggendaria ricchezza degli archivi storico-artistici (libri, cataloghi, fotografie), che aveva nella sua casa di Mentana nel corso di una carriera di oltre cinquant'anni. Le trattative avviate con l'Università di Bologna per l'istituzione di una fondazione che assicurasse un futuro alle ricerche di Zeri, salvaguardando dalla dispersione i suoi ingenti archivi, la biblioteca, la fototeca, sfociano nel lascito testamentario all'ateneo bolognese di gran parte del patrimonio. Con il testamento datato 29 settembre 1998 Federico Zeri ha lasciato infatti all'Università di Bologna la villa di Mentana, il parco di 10 ettari, tre case coloniche, la collezione di epigrafi romane, la biblioteca d'arte e la fototeca, destinando tra l'altro al nipote Eugenio Malgeri la biblioteca di "varia".

La biblioteca è composta da oltre 50.000 volumi, cui si aggiungono 40.000 cataloghi d'asta. Particolarmente ricca è la sezione relativa alla pittura dal Medio Evo al Settecento (composta di monografie, cataloghi, estratti), ma non mancano sezioni rilevanti dedicate all 'archeologia, all'arte straniera, alle arti applicate, alla scultura, alla miniatura, al disegno, all'architettura e all'arte contemporanea (quest'ultima particolarmente importante poiché include il fondo librario di Franco Russoli, già soprintendente della Pinacoteca di Brera). Un nucleo di interesse particolare è quello dei cataloghi d'asta: comprende molti rari cataloghi italiani e stranieri del XIX secolo e dei primi anni del Novecento. La sua consistenza può competere con quella delle maggiori biblioteche specializzate italiane e straniere (uno dei fondi più importanti conosciuti, quello della Biblioteca Berenson, conta circa 16.000 titoli).

Indissolubilmente collegata alla fototeca, la biblioteca ne costituisce il naturale prolungamento, tanto più prezioso in quanto molti dei volumi contengono chiose autografe, dediche, lettere dello studioso e dei suoi corrispondenti.

La fototeca di Federico Zeri rappresenta uno degli archivi privati più importanti del mondo per il settore storico-artistico; consta di circa 300.000 fotografie originali di opere d'arte per la maggior parte in bianco e nero, ordinate in oltre un migliaio di contenitori. L'archivio fotografico era per Zeri uno strumento di lavoro insostituibile per l'analisi filologica delle opere, l'accertamento delle opere e del contesto originario di appartenenza.

La villa che fa parte del lascito, fu costruita dall'Arch. Busiri Vici su indicazioni di Zeri e costituisce un interessante esempio di costruzione "ambientata", voluta per armonizzarsi con il paesaggio agreste circostante, di indubbio valore. Sotto tale profilo anch'essa, pur non essendo un "unicum", rappresenta una soluzione particolarmente felice e di grande valore documentario, anche perché testimonia l'impegno del grande studioso e del noto architetto nel formulare una soluzione particolarmente elegante per l'inserimento del manufatto nel paesaggio.

Murata "all'esterno dell'edificio e lungo la discesa alla parte inferiore del giardino, nonché all'estemo dell'abitazione del custode assieme ad altri frammenti antichi" (dal testamento di Federico Zeri) è la grande raccolta di epigrafi romane, anch'essa facente parte del legato all’Università di Bologna (v. bibliografia.)

Tenendo fede ad un lascito di questa importanza, l'Università degli Studi di Bologna ha costituito la Fondazione Federico Zeri sulla base dello statuto presentato dal Rettore Fabio Roversi Monaco e approvato dal Ministero per i Beni Culturali il 12 settembre 2000.

All'atto della redazione della presente relazione, la fototeca, attualmente ospitata a Villa Guastavillani, di proprietà dell'Ateneo di Bologna, è in corso di digitalizzazione.

Bibliografia di riferimento

AA. VV., Venti modi di essere Zeri, Torino 2001.
G. BARBIERI (a cura di), Il Lapidario Zeri di Mentana, Roma 1982.
M G. GRANINO CECERE, Nuove acquisizioni del Lapidario Zeri di Mentana, Roma 1988.